mercoledì 5 settembre 2007

la denuncia del consigliere comunale di Campobello di Mazara Giovanni schepisi



Verità su quello che succede nei terreni dove doveva sorgere la Distilleria Bertolino a Campobello di Mazara. Forse quello che ha trovato la Polizia è quello che voleva si trovasse chi smaltisce i rifiuti. Qui di seguito trasmetto la copia di una lettera-denuncia da me inviata ai Carabinieri, alla Dia di Palermo, alla Procura di Marsala e alla Procura di Caltanissetta. In allegato vi trasmetto inoltre le foto del terreno agricolo cui faccio riferimento nella denuncia stessa e che si trova tra Campobello e Mazara del Vallo. Dalle foto si possono vedere i residui di alcuni rifiuti e, in bianco, quelle zone del terreno chiaramente "ricoperte" da materiale di riporto.


Sono Giovanni Schepisi nato a Campobello di Mazara il 05/04/1956. Di professione faccio il medico odontoiatra. Attualmente sono Consigliere comunale nel comune di Campobello di Mazara eletto come indipendente nella lista di Alleanza Nazionale e quindi all’opposizione dell’attuale governo di centrosinistra (anche se nella compagine dello stesso è presente l’ U.D.C. ) che attualmente è guida di questa città. Faccio politica sottraendo molto tempo alla mia attività professionale che è molto intensa, perché penso che è dovere di ogni cittadino interessarsi della gestione della cosa pubblica in quanto attraverso questo si può tutelare l’interesse della comunità e del nostro territorio indirizzando le scelte politiche verso lo sviluppo dell’economia locale (presupposto indispensabile per il benessere di ogni singola famiglia) e della salvaguardia del territorio.

Mi rivolgo a voi perché, non molto tempo addietro, dei cittadini che hanno a cuore la salute del nostro territorio e dei cittadini che vi abitano - così come me - mi hanno contattato richiamandomi al mio ruolo di Consigliere comunale e si dicevano preoccupati per alcune cose che si verificavano periodicamente sui terreni che in un recente passato dovevano servire alla realizzazione di una mega distilleria:

Sono stato informato che dei camion scaricavano in varie parti del terreno anzidetto dei materiali all’interno di buche che venivano scavate al momento da scavatori caricati su appositi camion e che dopo aver coperto la buca venivano ricaricati per poi andare via tutti e lasciare solo come segno dell’avvenuto scarico solo un po di terra smossa abilmente mimetizzata con il terreno circostante e che comunque nel giro di qualche giorno appena cresciuta l’erba non sarebbe stato più possibile individuare .

Io in rappresentanza anche dei cittadini che mi hanno informato non so chi siano questi signori e non so nemmeno che materiale scaricano ma il modo in cui lo fanno mi lascia perplesso e mi fanno venire qualche dubbio sulla compatibilità ambientale di queste sostanze.

Qualche giorno fa è stata vista casualmente una scena simile ma molto più sospetta in quanto il materiale sotterrato era racchiuso all’interno di sacchi di plastica che erano stati trasportati all’interno di camion telonati e questa volta su questi sono state riversate delle pietre che erano contenute in camion che facevano parte della spedizione e poi coperte con la terra del luogo. Mi ero convinto a intervenire denunciando alle autorità competenti questi comportamenti sospetti, andando sul luogo per raccogliere quante più informazioni possibili, quando sul “Giornale di Sicilia” leggo la notizia del sequestro della zona anzidetta e dell’indagine in corso sull’analisi dei materiali scaricati con una modalità sicuramente diversa da quella da me descritta.

Questa notizia l’ho accolta con un senso di sollievo perché mi sollevava dalla responsabilità di dover denunciare una cosa che, comunque finisca, mi causerà non pochi problemi e dall’altro canto credevo che finalmente si sarebbe saputo di che materiali si trattava .Ieri in via ufficiosa ricevo la notizia da parte di un consigliere di maggioranza che la zona era stata dissequestrata e i materiali che avevano dispersi nel terreno erano acque di vegetazione e vinaccia,ho chiesto notizia ai carabinieri di Campobello di Mazara che mi hanno detto di non saperne niente in quanto competenza del commissariato di polizia di Castelvetrano.

Allora mi sono recato personalmente sul luogo ed ho visto che non c’erano più i paletti che indicavano la zona del sequestro e che le aree dove risiedono i rifiuti smaltiti come da me descritto erano state arate.

Da tutte queste vicende comincio a pensare fortemente che forse quello che ha trovato la polizia è quello che voleva che si trovasse chi smaltisce quei rifiuti e che questo sia il miglior modo di nascondere quello che realmente si vuole nascondere. Io come cittadino che ho a cuore la salute del mio territorio e dei miei concittadini e come consigliere comunale vi chiedo di intervenire prendendo i campioni da analizzare nelle zone da me dettagliatamente descritte in questa mappa che allego alla presente.

Comunque resto a vostra completa disposizione se eventualmente me lo chiederete per accompagnarvi personalmente sul luogo ed indicarvi i siti sospetti.
Consigliere comunale
Giovanni Schepisi