venerdì 1 febbraio 2008

Aggredito il giornalista Pino Maniaci


Ha il volto tumefatto e lividi in tutto il corpo ma la voce è ferma, come sempre. E’ Pino Maniaci, giornalista di Telejato, emittente di Partinico (Pa) aggredito martedì sera da due giovani, uno dei quali figlio del boss mafioso Vito Vitale. Il giornalista è stato ricoverato in ospedale e dimesso durante la notte. Da anni Telajato, tv locale impegnata nella denuncia del sistema politico mafioso del territorio, fa un giornalismo scomodo che parla di mafia e legalità, con un linguaggio che non fa sconti a nessuno. A raccontarci cos’è accaduto dalla redazione di Telejato, Pino Maniaci:


Sino ad oggi erano arrivate in redazione lettere anonime, telefonate di minacce e spesso avete trovato persino le gomme delle vostre auto forate, martedì invece è accaduto dell’altro, cosa?


Stavo rientrando dalla redazione intorno alle 19.00 quando d’un tratto la mia macchina è stata fermata da un’altra dalla quale sono scesi due ragazzi, uno di loro è Michele Vitale, figlio del noto boss Vito. I due hanno iniziato a provocarmi ed insultarmi a parole, poi mi hanno impedito di scendere dalla macchina e con lo sportello aperto hanno iniziato a colpirmi con calci e pugni. Sono rimasto seduto, incastrato ed impossibilitato a muovermi, a difendermi. Uno dei due ha poi cercato di utilizzare la mia cravatta per soffocarmi, fortunatamente uso il doppio nodo e non vi sono riusciti. Dopo si sono messi in macchina e sono fuggiti.


Quali sono le tue condizioni di salute oggi dopo quest’aggressione avvenuta, fra l'altro, in pieno centro?


In ospedale mi hanno medicato e dato una prognosi di otto giorni. In nottata ho preferito lasciare l’ospedale e tornare a casa, anche per rasserenare la mia famiglia. Ho sporto denuncia contro i due ragazzi. Uno, Michele Vitale, minorenne, l’ho riconosciuto subito, l’altro non lo conoscevo ma ho fornito una descrizione agli inquirenti. Polizia e carabinieri sono stati con noi tutta la notte. Ho ricevuto messaggi di solidarietà dal presidente della Commissione antimafia, Francesco Forgione, da quello della Camera e da molti altri esponenti delle istituzioni, nonché da privati cittadini che ci sono vicini.


La vostra è un’informazione che infastidisce le famiglie della zona da anni, cosa può aver scatenato, in particolare, l’aggressione?


Probabilmente l’aver aperto il telegiornale con la notizia che, sul terreno dove sorgono le stalle, confiscate alla famiglia Vitale, da ieri lavorano le ruspe che stanno finalmente buttando giù quell’orrendo simbolo della morte. Da li, non dimentichiamolo, passavano affari ma soprattutto “comandi di morte”.



Come se non fosse accaduto nulla, Pino Maniaci e la piccola redazione di Telejato sono oggi a lavoro, sebbene dietro questa apparente normalità a tratti la voce tremi e le parole rallentino. Sono attimi interminabili, gli stessi che accomunano tutti i giornalisti minacciati, intimiditi, aggrediti in giro per l’Italia. Telejato, in Sicilia, è una pagina di storia che si ripete, con il suo modo di fare informazione politicamente non corretto e quell'irriverenza graffiante che non risparmia nessuno. Un giornalismo nettamente fuori dagli schemi che smitizza di fronte ai moltissimi telespettatori, ogni giorno, più volte al giorno, onore e affari delle "famiglie" . Questo Cosa nostra non può tollerarlo. Ma per fortuna accade in molte province dell'Isola dove si continuano a raccontare i fatti dietro le notizie, senza fare passi indietro. Mai.


Norma Ferrara dalla Redazione di LiberaInformazione.org

martedì 29 gennaio 2008

Chiesto incontro al Prefetto

Mazara, lì 28 Gennaio 2008

S.E. Sig.
PREFETTO
RACCOMANDATA A.R. Dr. Stefano Trotta
ANTICIPATA A MEZZO FAX P.zza Garibaldi, 2
91100 – TRAPANI

p.c. Al Dr. Saverio Ciriminna
Ispettorato Regionale Sanità


CRISI IDRICO-SANITARIA A MAZARA DEL VALLO.


Egregio Dr. Trotta
le sottoscritte Associazioni, con la presente, intendono informarLa sullo status quo della crisi idrico-sanitaria che affligge gli abitanti dei quartieri Trasmazaro e Tonnarella di Mazara del Vallo dal giugno 2006. Da quella data, infatti, i valori di nitrato presenti nell’acqua potabile prelevata dai pozzi Ramisella 1, Ramisella 2 e Ramisella 3 e distribuita della rete idrica municipale hanno superato il VMA (valore massimo ammissibile) stabilito dal DL 31 del 2001 che fissa tale limite in 50 mg/l. Nonostante tale aumento (giunto in alcuni periodi fino a valori di 117 mg/l in uno dei tre pozzi di interesse) fosse regolarmente certificato periodicamente dall’Arpa, nessun provvedimento è stato adottato dall’Amministrazione Comunale né è stata in alcun modo informata la cittadinanza. Solo nel marzo 2007, in seguito alle denunce del fatto di un assessore, i residenti sono venuti a conoscenza di quanto stava accadendo ed hanno insistentemente chiesto al Sindaco di adottare i provvedimenti del caso. Non ottenendo alcun riscontro, i residenti si sono costituiti nel Comitato Civico per il Trasmazaro che nel luglio 2007 ha informato S.E. il Prefetto, che l’ha preceduta, Dr. Giovanni Finazzo della situazione, allegando le oltre 700 firme raccolte, il quale convocò le parti interessate in Prefettura. In seguito, il comune ottenne dall’Ispettorato regionale alla sanità una deroga a quanto previsto dal DL 31 del 2001 fissando il VMA di nitrato in 90 mg/l. Tale deroga rimaneva in vigore fino al 31 dicembre del 2007 purchè venissero adottate le misure che lo stesso comune indicava per riportare i valori di nitrato entro i parametri fissati dal decreto originale. Tale misure consistevano nella requisizione di tre pozzi le cui acque dovevano essere miscelate con quelle inquinate provenienti dai pozzi di Ramisella 1, Ramisella 2 e Ramisella 3, ovvero quelli che servono la rete idrica di Trasmazaro e Tonnarella la cui popolazione residente è pari a circa 20 mila abitanti che, d’estate, raddoppiano ospitando anche le residenze estive dei mazaresi. Le prove di portata si rivelarono insufficienti ad assicurare la possibilità di miscelazione ed allora fu formulata la proposta da parte dell’Amministrazione Comunale di procedere all’escavazione di 4 nuovi pozzi, sub judice l’autorizzazione del Genio Civile che, peraltro, secondo la stessa amministrazione comunale, non sembrava disponibile a concederla. Poi, però, nel novembre scorso, tale autorizzazione è giunta ma il Comune ha comunque richiesto ed ottenuto una ulteriore deroga fino al 31 dicembre 2008. Tutto ciò è avvenuto dietro continue e dure prese di posizione da parte del Comitato Civico e animate proteste perché mancava e manca una corretta informazione sui pericoli che derivano dall’ingestione di acqua che non è diventata potabile perché migliore ma soltanto perché una deroga ne ha autorizzato la distribuzione. Nelle scuole dell’obbligo non è stata erogata acqua in bottiglia e persino ai panificatori è stato concesso di impiegare l’acqua in distribuzione nella rete idrica. Ora da mesi non è più possibile ottenere i dati e le rilevazioni su altre prese pubbliche nel resto della città, dopo che, questa estate, era emerso che anche in altri siti l’acqua presentava ormai livelli di nitrato molto vicini ai 50 mg/l (48 e 49).
Questo, in estrema sintesi, quanto si è verificato: per un anno, abbiamo bevuto tutti acqua non potabile e l’abbiamo usata per cucinare e per l’igiene personale senza che nessuno dicesse nulla. Quando il problema è emerso, prima si è minimizzato e, solo a giugno, si è provveduto ad emettere una ordinanza che vietava l’uso potabile e domestico dell’acqua erogata in pubblica distribuzione. Poi è arrivata la deroga che la rendeva potabile per tutti tranne per i bambini fino ad un anno di età, per i soggetti defedati e debilitati e per soggetti che soffrivano di turbe della crasi ematica. I quali non dimentichiamolo, a loro insaputa, sino a quel momento ne facevano uso abituale.
Infine, vista la totale inefficacia delle misure adottate, ecco di nuovo un’altra deroga per un altro anno.
Le chiediamo quindi, egregio Sig. Prefetto, di volerci concedere un incontro per informarLa nel dettaglio di quanto sta ancora accadendo e per chiederLe di volerci sostenere in questa nostra battaglia per tutelare la nostra salute e quella dei nostri figli.



Comitato Civico per il Trasmazaro Gasparino Giacalone

C.S.I. Comitato Studenti Imbattibili Giacomo Anselmo
LIBERA Associazione.nomi e numeri contro le Mafie
Coordinamento di Ma zara del Vallo Dino Levi
Osservatorio Ambientale Mazara Natale Russo
Circolo Legambiente “Fata Morgana” Mazara Franco Sferlazzo