sabato 16 febbraio 2008

Appello dei Sacerdoti della Città di Mazara del Vallo


APPELLO DEI SACERDOTI DELLA CITTÀ DI MAZARA DEL VALLO ALLE ISTITUZIONI PUBBLICHE COMPETENTI SUL PROBLEMA DELLA NON POTABILITÀ DELLE ACQUE

“Rispettare l’ambiente non vuol dire considerare la natura materiale o animale più importante dell’uomo. Vuol dire piuttosto non considerarla egoisticamente a completa disposizione dei propri interessi, perché anche le future generazioni hanno il diritto di trarre beneficio dalla creazione, esprimendo in essa la stessa libertà responsabile che rivendichiamo per noi”(Dal Messaggio “Famiglia umana, comunità di pace” di Papa Benedetto XVIper la Giornata Mondiale della Pace 2008)


Noi, sacerdoti di Mazara del Vallo e responsabili delle comunità parrocchiali, prendiamo spunto dalle parole del Papa per esprimere viva preoccupazione per le vicende relative alla non potabilità delle acque nella nostra Città.A tal proposito auspichiamo:· che il problema dei nitrati nelle acque abbia una celere soluzione, perché la salute dei cittadini è un interesse primario;· che si diano ai cittadini notizie esaustive dello stato e delle condizioni delle acque, tramite depliantes, conferenze e apposite affissioni pubbliche;· che non vi siano ulteriori deroghe alla soluzione, del suddetto problema, perché ciò potrebbe causare ulteriore sfiducia verso le Istituzioni preposte;· che la gestione delle acque in futuro rimanga sempre di pertinenza comunale e si eviti la costituzione di A.T.O. private o compartecipate che le gestiscano.Fiduciosi che quanto auspicato in questo appello trovi accoglienza e concreta risoluzione, cogliamo l’occasione per augurare un proficuo cammino quaresimale.


Mazara del Vallo, 16 febbraio 2008

Continua il dibattito sulle candidature per l'elezione del Presidente della Regione Siciliana.Questo l'ultimo documento prodotto dal movimento "Un'altra storia": "Ci sono 30 professori universitari che appoggiano la candidatura di Anna Finocchiaro e l'articolo va in prima pagina. Dall'altro lato, in tutta Italia, ci sono oltre 2500 ragazzi siciliani che ogni giorno si impegnano per costruire il proprio futuro in una Sicilia che nulla ha dato loro, ma a cui si sentono ancora legati. Dall'altro lato ci sono oltre 2400 voti per Rita Borsellin ooltre sul sondaggio che il sito Repubblica propone. Ma nessun giornale dedica nemmeno un trafiletto ad una Sicilia che vuole cambiare se stessa. Le dimissioni di Cuffaro rappresentano, per noi ragazzi di http://www.unaltrastoria.net/, un’autentica opportunità per scrivere uno scenario nuovo, in cui si aprono prospettive un tempo impensabili per la nostra regione. Per questo motivo occorre che il centrosinistra si presenti alla Sicilia con una classe dirigente capace di pensare e agirecap agire in totale discontinuità con un modello culturale e amministrativo, da cui invece la componente maggioritaria del centrodestra appare incapace di staccarsi. È necessario, dunque, che il centrosinistra si renda interprete delle esigenze e delle speranze della collettività.Un progetto di questo genere non può che essere rappresentato da Rita Borsellino, che in questi due anni ha svolto un lavoro encomiabile come massimo rappresentante del centrosinistra all’interno dell’Assemblea Regionale, coordinando le diverse anime della coalizione e incalzando il governo Cuffaro sul piano politico e programmatico. Allo stesso tempo, Rita Borsellino ha l’innegabile merito di aver mantenuto fede al proprio patto d’onore con i siciliani, continuando a costituire un punto di riferimento costante per quanti credono che un’altra Sicilia sia una prospettiva realmente raggiungibile. Alla luce di queste riflessioni, a meno di 70 giorni da una nuova scadenza elettorale, riteniamo che il centrosinistra abbia il dovere di rompere al più presto ogni indugio sulla candidatura di Borsellino. Con il candidato Presidente deve costruire un progetto di governo innovativo, capace di guidare la Sicilia verso una rinascita economica, sociale e culturale che crei finalmente le condizioni per consentire alle nuove generazioni di continuare a vivere nella loro terra per realizzare i propri progetti di vita, senza l’incubo della minaccia mafiosa o dello strapotere clientelare della politica".