Scritte inneggianti alla mafia nel giorno del ricordo di Impastato :
Nel trentennale dell’omicidio di Peppino Impastato, una scritta inquietante è apparsa nella via intitolata al giovane militante antimafia di Cinisi, ucciso il 9 maggio 1978, ed inaugurata il 9 maggio 2006. Con dello spray fucsia è stato scritto: «La mafia? Poteva risolvere tutto. Adesso sono tutti dentro». Le parole probabilmente scritte nella notte fra il 9 e 10 maggio non sono isolate, infatti nello stesso muro, le stesse mani accusano la politica di aver rovinato la città. Sugli autori gli investigatori fanno diverse supposizioni: potrebbero essere state realizzate da ragazzi (istruiti, considerato l’utilizzo della punteggiatura) ma ciò che fa più riflettere è stata la coincidenza con le celebrazioni di questi giorni in ricordo del 9 maggio 1978. «Io penso - ha dichiarato la prof.ssa Francesca Incandela, presidente dell’Associazione Antiracket «io non pago il pizzo…e tu?» - che i mafiosi non abbiano tempo di scrivere sui muri, al contrario di chi ha la mentalità mafiosa o di chi ha fatto propri i pregiudizi trasmessi dagli adulti sullo strapotere della mafia. Non è un caso che sia stata scelta questa giornata per lanciare un messaggio negativo accusando lo Stato e la politica di non essere in grado di assolvere al proprio compito». Le scritte sui muri della via Impastato inneggianti alla mafia hanno riportato alla mente l’inquietante episodio avvenuto il 7 giugno 2006 allorchè ignoti avevano frantumato una delle due lapidi in marmo, dove era incisa la scritta «Via Giuseppe Impastato - vittima della mafia». «Adesso sarà compito del Comune, al quale i residenti della via Impastato chiedono l’illuminazione pubblica, provvedere a cancellare le barbare scritte». [fonte La Sicilia] (fm)
Nel trentennale dell’omicidio di Peppino Impastato, una scritta inquietante è apparsa nella via intitolata al giovane militante antimafia di Cinisi, ucciso il 9 maggio 1978, ed inaugurata il 9 maggio 2006. Con dello spray fucsia è stato scritto: «La mafia? Poteva risolvere tutto. Adesso sono tutti dentro». Le parole probabilmente scritte nella notte fra il 9 e 10 maggio non sono isolate, infatti nello stesso muro, le stesse mani accusano la politica di aver rovinato la città. Sugli autori gli investigatori fanno diverse supposizioni: potrebbero essere state realizzate da ragazzi (istruiti, considerato l’utilizzo della punteggiatura) ma ciò che fa più riflettere è stata la coincidenza con le celebrazioni di questi giorni in ricordo del 9 maggio 1978. «Io penso - ha dichiarato la prof.ssa Francesca Incandela, presidente dell’Associazione Antiracket «io non pago il pizzo…e tu?» - che i mafiosi non abbiano tempo di scrivere sui muri, al contrario di chi ha la mentalità mafiosa o di chi ha fatto propri i pregiudizi trasmessi dagli adulti sullo strapotere della mafia. Non è un caso che sia stata scelta questa giornata per lanciare un messaggio negativo accusando lo Stato e la politica di non essere in grado di assolvere al proprio compito». Le scritte sui muri della via Impastato inneggianti alla mafia hanno riportato alla mente l’inquietante episodio avvenuto il 7 giugno 2006 allorchè ignoti avevano frantumato una delle due lapidi in marmo, dove era incisa la scritta «Via Giuseppe Impastato - vittima della mafia». «Adesso sarà compito del Comune, al quale i residenti della via Impastato chiedono l’illuminazione pubblica, provvedere a cancellare le barbare scritte». [fonte La Sicilia] (fm)
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