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Schepisi: «Camion scaricano materiale che viene nascosto nelle buche»
Campobello. Cosa sta succedendo nel Campobellese, chi seppellisce impunito rifiuti contenenti chissà quali sostanze e soprattutto quali rischi stanno correndo la popolazione e l'ambiente? Ci sono problemi di inquinamento e di diffusione magari di malattie? Sono domande che interessano la collettività ma che in questo frangente sono state poste dal consigliere comunale di An Giovanni Schepisi in una lettera-denuncia, inviata ai carabinieri, alla Dia di Palermo e alle Procure di Marsala e Caltanissetta. Schepisi, di professione medico odontoiatra, cerca la verità su quello che sta succedendo nei terreni di Campobello dove doveva sorgere la distilleria Bertolino.«Sono stato informato del fatto che dei camion - scrive - scaricavano in varie parti del terreno materiali che venivano riposti in buche scavate al momento da escavatori caricati su appositi camion. Alla fine, come segno dell'avvenuto scarico, rimaneva solo un po' di terra smossa, abilmente mimetizzata con il terreno circostante e che nel giro di qualche giorno, appena cresciuta l'erba, non sarebbe stato più possibile individuare».Il consigliere comunale, al quale sorgono dubbi sulla compatibilità ambientale delle sostanze sepolte con il territorio circostante, inoltre, racconta: «Qualche giorno fa è stata vista casualmente una scena molto più che sospetta. Il materiale sotterrato era racchiuso in sacchi di plastica trasportati da camion telonati. Sulle buche sono state riversate pietre che si trovavano su un camion e che facevano parte della spedizione e che poi sono state coperte con della terra. Sui giornali in seguito ho letto del sequestro della zona, dell'indagine e dell'analisi dei materiali scaricati e ho accolto la notizia con sollievo».E' stata la notizia del dissequestro dell'area, ricevuta in via ufficiosa due giorni fa da un consigliere comunale di maggioranza a impensierire nuovamente Schepisi e a indurlo a chiedere maggiori informazioni ai carabinieri di Campobello e alla Polizia di Castelvetrano senza riuscire a capire chi fosse competente nelle indagini, questo perchè il sequestro della zona è stato operato dagli uomini del Commissariato di Mazara giunti in ausilio ai colleghi di Partinico che avevano seguito i camion della Bertolino sino a destinazione dove stavano cercando di scaricare acque di vegetazione e vinaccia. Al termine di un sopralluogo effettuato di persona Schepisi rileva che sul posto non c'erano più i paletti che indicavano la zona del sequestro e che le aree dove erano stati smaltiti i rifiuti erano state arate.
Campobello. Cosa sta succedendo nel Campobellese, chi seppellisce impunito rifiuti contenenti chissà quali sostanze e soprattutto quali rischi stanno correndo la popolazione e l'ambiente? Ci sono problemi di inquinamento e di diffusione magari di malattie? Sono domande che interessano la collettività ma che in questo frangente sono state poste dal consigliere comunale di An Giovanni Schepisi in una lettera-denuncia, inviata ai carabinieri, alla Dia di Palermo e alle Procure di Marsala e Caltanissetta. Schepisi, di professione medico odontoiatra, cerca la verità su quello che sta succedendo nei terreni di Campobello dove doveva sorgere la distilleria Bertolino.«Sono stato informato del fatto che dei camion - scrive - scaricavano in varie parti del terreno materiali che venivano riposti in buche scavate al momento da escavatori caricati su appositi camion. Alla fine, come segno dell'avvenuto scarico, rimaneva solo un po' di terra smossa, abilmente mimetizzata con il terreno circostante e che nel giro di qualche giorno, appena cresciuta l'erba, non sarebbe stato più possibile individuare».Il consigliere comunale, al quale sorgono dubbi sulla compatibilità ambientale delle sostanze sepolte con il territorio circostante, inoltre, racconta: «Qualche giorno fa è stata vista casualmente una scena molto più che sospetta. Il materiale sotterrato era racchiuso in sacchi di plastica trasportati da camion telonati. Sulle buche sono state riversate pietre che si trovavano su un camion e che facevano parte della spedizione e che poi sono state coperte con della terra. Sui giornali in seguito ho letto del sequestro della zona, dell'indagine e dell'analisi dei materiali scaricati e ho accolto la notizia con sollievo».E' stata la notizia del dissequestro dell'area, ricevuta in via ufficiosa due giorni fa da un consigliere comunale di maggioranza a impensierire nuovamente Schepisi e a indurlo a chiedere maggiori informazioni ai carabinieri di Campobello e alla Polizia di Castelvetrano senza riuscire a capire chi fosse competente nelle indagini, questo perchè il sequestro della zona è stato operato dagli uomini del Commissariato di Mazara giunti in ausilio ai colleghi di Partinico che avevano seguito i camion della Bertolino sino a destinazione dove stavano cercando di scaricare acque di vegetazione e vinaccia. Al termine di un sopralluogo effettuato di persona Schepisi rileva che sul posto non c'erano più i paletti che indicavano la zona del sequestro e che le aree dove erano stati smaltiti i rifiuti erano state arate.
Margherita Leggio
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